Dal 28 marzo al 22 aprile 2011 corso interaziendale esterno

ANTICO MULINO DEL PRECASSINO

Quest’anno il Centro di Formazione Professionale della SSIC di Gordola parteciperà ai lavori di recupero  dell’antico mulino del Precassino a Cadenazzo situato in vicinanza dell’ultimo salto del riale di Robasacco. In particolare si tratta della lavorazione della pietra naturale, una delle attività formative previste nell’ambito dei corsi interaziendali per apprendisti muratori. I lavori si protrarranno per tre settimane e richiederanno l’impegno di una ventina di apprendisti nel 2. anno di formazione.

 

Il vasto territorio attorno al mulino si sta pian piano trasformando in un interessante itinerario tematico “Il circuito del Mulino”. Il ponte ottocentesco iscritto nell’inventario delle vie di comunicazione (IVS), la vecchia strada del Ceneri, l’anfiteatro naturale che circonda il mulino, sono solo alcuni dei punti interessanti da osservare. Nella vicinanze, in una piazza didattica, si possono osservare degli oggetti  ritrovati nel mulino che non saranno più utilizzati, come le vecchie macine e altri ritrovati. Una serie di pannelli didattici spiegano in dettaglio il passato e altre peculiarità del luogo.

 

Da Cadenazzo al Monte Ceneri, attraverso i secoli sulle vie dei passatori, lungo il percorso si incontrano testimonianze della vita contadina. Alla partenza ai margini della stradina un “cassinello” per la conservazione del burro e del formaggio, ricordi indelebili della vita contadina fino alla fine della seconda guerra mondiale. Nel bosco soprastante castagni secolari, fonte di alimentazione e di energia. Continuando si arriva alla frazione di Robasacco con la sua chiesa di S. Leonardo. Su su fino al passo del monte Ceneri, visita al museo di Radio Monteceneri. Poi giù verso Quartino percorrendo la mulattiera del Moscendrino oppure verso Rivera con la propria casa dei landfogti o fare ritorno a Cadenazzo.

 

Di proprietà privata, narrato come inattivo da molto tempo, dell’antico mulino del Precassino, malgrado gli studi intrapresi, non si è ancora riusciti a ricostruire ne la storia, ma soprattutto la sua attività. Le prime informazioni risalgono al 1892, fu censito nel 1895. Negli anni il mulino conobbe diversi proprietari che però non ebbero intenzioni di ristrutturarlo.

 

La pro Cadenazzo, dal 1978 proprietaria del mulino, spronata da alcuni consiglieri comunali  con una mozione inoltrata al Municipio, intraprese le pratiche per il ripristino dello stabile e dei sentieri d’accesso. Iniziarono così i primi lavori di ricerca che portarono alla luce le prime macine e alcuni altri oggetti. Il progetto architettonico è affidato all’arch. Christian Rivola dello studio RIBO architecture, di Cadenazzo.

 

Nel 2005 si iniziò, con i primi lavori di ripristino tutt’ora in corso sotto il patronato dell’Associazione dell’antico mulino del Precassino, che ha provveduto a lavori importanti e soprattutto alla messa in sicurezza dell’edificio

 

Ai nostri apprendisti muratori si presenta una ghiotta opportunità di mettere in pratica quelle conoscenze teoriche sulla lavorazione e la posa della pietra naturale per la ricostruzione delle murature, ben conosciuta in quell’epoca dai nostri avi. 

 

Giorgio Rezzonico, Responsabile corsi ediliziaa

Sito archeologico preistorico medievale tremona “Castello”

LA RICOSTRUZIONE CONTINUA

 

Dopo un anno di fermo, nel mese di aprile di quest’anno abbiamo ripreso i lavori  di ricostruzione iniziati nel 2004. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con la Divisione Formazione Professionale e la Commissione Paritetica Cantonale dell’Edilizia, ha coinvolto un gruppo di circa 30 apprendisti muratori al 2. anno di formazione nell’ambito dei corsi interaziendali.

Gli scavi nel sito, ricordiamo, sono costantemente attivati da un gruppo di volontari archeologi coordinati dai membri dell’associazione ricerche archeologiche del Mendrisiotto (ARAM) con la supervisione tecnica dell’Ufficio cantonale dei beni culturali. L’area del sito è in continua espansione con frequenti quanto regolari ritrovamenti di reperti e di strutture interessanti, come le torri verso nord, che dovrebbero marcare l’ingresso principale.

Quest’anno il nostro intervento di quattro settimane, ha coinvolto una cerchia di apprendisti ripartiti a gruppi, che hanno avuto il privilegio di cimentarsi con la speciale tecnica costruttiva per murature di pietra naturale, un’opportunità per i giovani che indubbiamente ha contribuito all’arricchimento del proprio bagaglio professionale ma anche di quello culturale.

Tutti gli apprendisti implicati hanno dimostrato un serio interessamento impegnandosi a svolgere i loro compiti con diligenza, confermando ancora una volta l’appropriata scelta della nostra associazione aderendo a questa progetto.

Gli interventi di ricostruzione che sono stati eseguiti dai ragazzi,  hanno sicuramente contribuito alla valorizzazione non solo del sito medievale, ma anche quello di un’intera regione nazionale e oseremmo definire internazionale.

Infatti visto il crescente interesse da parte della popolazione, il 2 maggio scorso l’ARAM  ha organizzato la giornata delle porte aperte, dove non solo si poteva visitare il sito, ma grazie alla presenza di archeologi, anche attingere a tutte quelle informazioni e curiosità che spontaneamente nascono di fronte a un insediamento del XIII secolo. 

La presenza dell’associazione “La Spada nella Rocca” di Bellinzona  ha contribuito a far rivivere alcuni momenti di vita quotidiana medievale, mentre l’associazione “La compagnia del Nibbio” di Como, ha illustrato ai visitatori le abitudini culinarie di quei tempi.

Le opere di scavo, grazie ai volontari, continueranno anche quest’anno, in particolare nella zona nord, dove, come accennato in precedenza, sono venuti alla luce nuovi e interessanti reperti dal punto di vista archeologico, che molto probabilmente risultano essere i resti di due torri indicanti l’unico possibile accesso all’insediamento attraverso le mura.

Forti delle esperienze vissute e degli ottimi risultati avuti, il Centro di Formazione Professionale della SSIC confida che anche in futuro si potrà cogliere l’opportunità di continuare la ricostruzione di murature in pietra naturale, contribuendo al mantenimento di quest’arte muraria che nel nostro Cantone sta lentamente scomparendo soprattutto nelle regioni più a sud.

 

Responsabile corsi edilizia

Rezzonico Giorgio